Ottobre 22, 2021

Computer News | Trovare i contenuti desiderati

Notizie, commenti, articoli, reportage, foto e video da tutto il mondo scelti dalla redazione di Internazionale.

Dopo il Covid allerta rossa per le malattie del cuore: morti per infarto triplicati, serve più telemedicina

2 min read
Dopo il Covid allerta rossa per le malattie del cuore: morti per infarto triplicati, serve più telemedicina

Ricoveri crollati del 30-40%, mortalità per infarto triplicata, prime visite giù di oltre il 20% e visite di controllo che segnano un secco -30%. Aderenza alle terapie – che in moltissimi casi segna il discrimine tra salvarsi o no la vita – scesa fin sotto il 50%.
Le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel mondo con 18,5 milioni di vite perse l’anno e prima causa anche in Italia sia per gli uomini (31,7%) sia per le donne (37,7%) con 230mila decessi certificati dall’Istat, dopo 18 mesi di pandemia denunciano un vero e proprio bollettino di guerra.

Senza un’inversione di rotta su prevenzione e modelli di cura il futuro si preannuncia nero, dopo il dietrofront causato dal Covid rispetto ai progressi degli ultimi decenni: entro il 2030 si stimano 24 milioni di morti nel mondo l’anno per cause cardiovascolari, più di 66.000 in media al giorno e per un costo globale che passerà da circa 863 miliardi di dollari nel 2010 a oltre 1 trilione, più del Pil di Paesi Bassi, Svizzera, Svezia o Turchia.

Loading…

La giornata mondiale del cuore

E allora in occasione della Giornata mondiale che il 29 settembre 2021 festeggia 20 anni con un bilancio da allerta rossa, si moltiplicano gli appelli alla prevenzione, primaria – messa al bando del fumo, sana alimentazione e attività fisica – ma anche secondaria con la gestione regolare delle visite e delle terapie. E serve una revisione dei modelli di cura che guardi a telemedicina e a un nuovo ruolo per il territorio.

Più facile a dirsi che a farsi: la pandemia nei primi tempi del Covid ha letteralmente sbarrato le porte ai malati e ai potenziali pazienti: se non la riconversione dei posti letto, è stata la paura del contagio o la reale impossibilità di accedere agli ospedali a ritardare diagnosi e presa in carico tempestive, che per queste patologie sono salvavita. Ma la pandemia ha significato anche cercare disperatamente nuove strategie di assistenza e anche in questo caso le cure a distanza, su cui tanto punta il Piano nazionale di ripresa e resilienza al capitolo Salute, hanno conosciuto un decisivo cambio di passo.

Le due priorità

Sperimentazioni, progetti innovativi più vicini al paziente e alle sue esigenze sono cantieri ormai aperti su cui la cardiologia mondiale e italiana sta lavorando. Due le priorità per proteggere il cuore: ripartire all’istante con gli screening, le cure e le visite di controllo, e mettere le ali all’innovazione organizzativa. Il paziente fa la differenza: “Usa il cuore per restare connesso con il tuo cuore”, è lo slogan della Fondazione italiana per il cuore (Fic), che sollecita i cittadini a seguire un corretto stile di vita, a essere consapevoli dei possibili sintomi di malattia cardiovascolare e a restare sempre in contatto con il medico. «Il 75% degli eventi cardiovascolari ricorrenti potrebbe essere prevenuto», afferma Paolo Magni, coordinatore del Comitato scientifico Fic e professore di Patologia presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari all’Università di Milano.