Ottobre 22, 2021

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Coronavirus, il chairman di Moderna: «Serve una piattaforma unica per creare vaccini»

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Coronavirus, il chairman di Moderna: «Serve una piattaforma unica per creare vaccini»

Nella lotta globale contro la pandemia c’è un elemento decisivo, trascurato, quasi dimenticato: «Il nostro sistema immunitario è stato il più grande eroe di questa guerra. Tutti abbiamo una grandissima compagnia farmaceutica dentro noi stessi. La nostra tecnologia fornisce delle istruzioni al nostro sistema per come agire. Una volta avute queste istruzioni ha un potenziale molto alto». La battaglia del pianeta terra contro la piaga contemporanea è tutta qua. Parla chi, tra i tanti (troppi) che prendono la parola, forse ne ha più titolo. Noubar Afeyan è cofondatore e chairman di Moderna, la compagnia farmaceutica americana da lui avviata poco più di dieci anni fa e che già nell’aprile 2020 (data del primo step alla Fda) aveva trovato la strada per il vaccino con la formula ormai nota a tutto il mondo, RNA-Messaggero.

Ritratto di Afeyan, ingegnere, imprenditore e filantropo

Uno scienziato – ingegnere biochimico di origine armena nato in Libano, con un PhD al Mit e un insegnamento ad Harvard, per dire – ma anche un imprenditore visionario, che con la sua Flagship Pioneering ha finanziato e fatto cresce la start-up che, senza esagerazioni, sta contribuendo in misura decisiva a mettere il mondo in sicurezza. Ma anche un filantropo con Aurora Humanitarian Initiative, fondata assieme ad altri due persone, anche loro di origine armene, Ruben Vardanyan, investitore e imprenditore sociale, e Vartan Gregoryan (scomparso di recente) che è stato presidente della Carnegie Corporation di New York. Tutti e tre sono discendenti di armeni scampati al genocidio del 1915 grazie all’intervento di “giusti” che li misero al riparo dalla strage. Afeyan è in Italia dove ha partecipato alla preghiera per la pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio al Colosseo, presente Papa Francesco, incontrato in udienza, e molti leader religiosi. Ma anche per consegnare oggi l’Aurora Prize, a Venezia. Un impegno quindi tutto campo, con un messaggio fondamentale: «È tempo di costruire uno scudo globale contro i patogeni, una capacità di risposta rapida per sviluppare e distribuire nuovi vaccini in reazione a nuove malattie, come è stato ed è per il Covid. Con le giuste competenze scientifiche e investimenti, la scala temporale potrebbe essere di appena tre mesi. Dato che la minaccia è per tutta l’umanità, è un’ovvia arena per la collaborazione globale e la condivisione degli oneri».

La proposta: una piattaforma per creare vaccini

La realtà – dice Afeyan in una conversazione con il Sole 24 Ore – è che i governi spendono pochissimo per la prevenzione e quasi tutto per curare: «Perché non portiamo le tecnologie più moderne a prima della malattia? Noi abbiamo gli strumenti delle micro-manifestazioni delle malattie a livello molecolare. Per prima cosa dobbiamo scovare i pericoli e ora non lo stiamo facendo molto bene o quasi per nulla. Ora le nostre sonde, possiamo dire per fare un parallelo, sono gli esseri umani e lo sappiamo tardi, quando iniziano ad ammalarsi. A quel punto arriva il panico e solo allora iniziamo ad agire». L’idea di base è la ricerca di una “piattaforma” per creare vaccini contro tutto, varianti Covid, ma ogni influenza e altre patologie: «Se cambiamo il nostro modo di pensare, dalla cura alla prevenzione, allora possiamo fare grandi progressi, e questo farà scendere molto gli oneri. Il costo del Covid per ogni singolo è enormemente superiore al vaccino». Una cifra: se si investisse il 10 per cento della spesa sanitaria globale nella sicurezza sanitaria sarebbero 800 miliardi di dollari a livello globale. «Potrebbero pagare per uno scudo globale contro i patogeni di dozzine di vaccini e una capacità di risposta rapida per rispondere a minacce impreviste, nuove e migliori tecnologie di test di rilevamento precoce e più interventi che scoraggerebbero e ritarderanno la malattia». È quello che ha fatto Moderna, in definitiva, anche se come core business (oltre 250 milioni di persone hanno avuto il ciclo completo).

Noubar Afeyan è cofondatore e chairman di Moderna

In dieci anni sono stati spesi 2,5 miliardi di dollari «per sviluppare le piattaforme in modo che quando si fosse presentata una malattia come il Covid in 40 giorni avremmo avuto un vaccino. Soggetti venuti dopo di noi usano la nostra stessa tecnologia sviluppata in dieci anni, Rna messaggero. Dal 2010 è iniziata a svilupparsi la tecnologia. Nel 2015 l’abbiamo testato su persone.

Moderna, ora che il Covid sta rallentando, ha molti progetti che ripartono. Abbiamo almeno dieci progetti in fase di sviluppo». È arrivato da Ema il via libera alla terza dose Moderna, ora sta alle persone (la questione no-vax viene subito sgombrata): «Se la comunità scientifica giudica che possa essere aumentata la somministrazione contro la variante Delta allora la gente dovrà decidere se usare questa protezione su loro stessi». Moderna è l’ultima start-up creata da Afeyan, e certamente la più nota, quotata al Nasdaq e che nel 2018 è stata la maggiore Ipo nella storia del biotech.