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ma tutti gli ex leader se ne sono allontanati – Corriere dell’Umbria

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ma tutti gli ex leader se ne sono allontanati – Corriere dell'Umbria

Pietro De Leo

14 ottobre 2021

Mercoledì 13 ottobre è stato il compleanno del Pd, e con la consueta umiltà il segretario Enrico Letta ha detto che il partito gode di “buona salute”. Che da un lato è vero pure, perché di fatto sta al governo da 7 anni degli ultimi 8 (escludendo la parentesi Lega 5 Stelle) in maniera quasi continuativa. Però questa è, in realtà, la contraddizione più grande rispetto al suo dna fondativo. Perché ascoltammo Walter Veltroni, che ne fu il primo segretario, lanciare la “vocazione maggioritaria” come fondamento del progetto politico. Vocazione che, però, non si è mai realizzata. I dem, infatti, sono rimasti al governo in applicazione del principio del parlamentarismo puro, in base al quale le maggioranze si formano in Parlamento. Tutto compatibile con la Costituzione, certo, ma sul piano politico assai in antitesi con il principio secondo cui le maggioranze dovrebbero coincidere con le coalizioni che, unite, si presentano innanzi agli elettori.

 

 

Sotto questo punto di vista, il Pd ha preso soltanto schiaffoni. Dalla sconfitta del 2008 nella sfida impossibile contro Silvio Berlusconi alla “non vittoria” nel 2013 quando Pierluigi Bersani, lanciatissimo verso Palazzo Chigi, subì una rimonta incredibile sempre da parte del leader di Forza Italia (a quel tempo ancora nella formula del PdL). E ancora il tracollo del 2018. Al responso elettorale sul piano nazionale costantemente infelice, poi, si sommano le innumerevoli scissioni avvenute negli anni. Francesco Rutelli, che il Pd aveva contribuito a fondarlo facendovi confluire la Margherita, se ne andò mal sopportando la deriva a sinistra della segreteria Bersani. Poi se ne andò Giuseppe Civati, che fondò “Possibile” sul modello del Podemos spagnolo. E fece le valigie lo stesso Bersani. Lo scontro, in quel momento, era con la leadership di Renzi. E anche lui, come noto, ha deciso di staccarsi.

 

 

La dinamica curiosa è che tutti i leader Pd hanno fatto un po’ come i dieci piccoli indiani, nessuno è rimasto nel partito. Veltroni oggi fa un altro mestiere, scrive libri e confeziona documentari. Bersani se n’è andato, seguito peraltro dal compianto Guglielmo Epifani, che tenne la segreteria per breve tempo. Maurizio Martina è attualmente vicedirettore della Fao e Renzi è leader di Italia Viva. La salute sarà pure buona, come dice Letta, ma la compagnia si è assottigliata e non di poco.