Settembre 27, 2022

Arredi Liberty per il Villino Puccini di Viareggio – Toscana

Dono eredi soprano Juanita Caracciolo, interprete opere maestro

(ANSA) – LUCCA, 08 FEB – Arredi in stile Liberty risalenti
agli anni ’20 del Novecento, appartenuti alla cantante lirica
Juanita Caracciolo (1888-1924), sono stati donati dagli eredi,
discendenti del fratello Carlo, alla Fondazione Giacomo Puccini.
   
Il 7 febbraio è stata ufficializzata la donazione nella Casa
natale del maestro a Lucca, alla presenza del presidente della
Fondazione Alessandro Tambellini e della pronipote, Silvia
Monti. Tra i 23 pezzi donati mobili per sala da pranzo e camere
da letto, lampadari e un pianoforte verticale con intarsi
appartenuti alla cantante, che saranno utilizzati per arredare
il Villino Puccini di Viareggio, al termine dei restauri
avviati dalla Fondazione Giacomo Puccini.
   
Juanita Caracciolo era nata a Ravenna il 25 ottobre 1888, e
in breve tempo si affermò come soprano esibendosi nei principali
teatri italiani ed esteri. In particolare aveva in repertorio
opere quali Mefistofele di A.Boito, Isabeau, Lodoletta e Le
Maschere di P.Mascagni, Andrea Chénier di U.Giordano, La Wally
di A.Catalani, La bohème, Madama Butterfly e Manon Lescaut di
Giacomo Puccini. Significativa fu la sua interpretazione nella
Manon Lescaut che inaugurò il Teatro alla Scala di Milano il 26
dicembre 1922, per un totale di 15 recite, e in particolare
quella del primo febbraio che celebrava i primi 30 anni
dell’opera. Puccini, si ricorda, rimase particolarmente colpito
da questo spettacolo sia per la qualità del cast (oltre alla
Caracciolo, Aureliano Pertile e Francesco Merli) sia per
l’allestimento scenico (i bozzetti di Edoardo Marchioro sono
esposti nel Puccini Museum), ma soprattutto per la conduzione
magistrale di Arturo Toscanini. Juanita Caracciolo, sposata con
Giacomo Armani, noto direttore dell’epoca, dal quale ebbe un
figlio, Franco, divorziò nel 1922 e intrecciò una nuova
relazione con Roberto Moranzoni, anche lui rinomato direttore
d’orchestra da cui ebbe un secondo figlio, Bruno. Purtroppo morì
il 5 luglio 1924 per complicazioni post part e il bambino la
seguì pochi mesi più tardi. “Un particolare ringraziamento agli
eredi del soprano, Silvia Monti, Adolfo, Filippo e Marta Meuti
per la loro generosità” è stato espresso dalla Fondazione.
   
(ANSA).
   

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