Settembre 27, 2022

Dalle armi al vapore, cosa dirà Draghi a Biden nell’incontro alla Casa Bianca

Aiuti militari all’Ucraina, sanzioni per la Russia, politica energetica per sganciarsi dalla dipendenza del gas da Mosca. La visita di Mario Draghi negli Usa, che inizia martedì mattina, 10 maggio con l’incontro alla Casa Bianca con il titolare Joe Biden, è la prima di un capo di stato o di governo dopo l’invasione dell’Ucraina, e si tiene all’indomani di un G7 online in cui sono stati sigillati gli accordi per l’assistenza bellica a Kiev. La visita ha generato delle ricadute di politica interna – M5S chiedeva un dibattito parlamentare preventivo, che non c’è strato – che per il momento sono confinate in dichiarazioni più o meno minacciose. Certamente Draghi arriva a Washington con una salda leadership in Europa, riconosciuta oltreatlantico nei circoli del potere politi ed economico. «Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina – ha detto il titolare Draghi – e dobbiamo andare avanti con il sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia. Allo uguale tempo, dobbiamo fare ogni sforzo per aiutare a raggiungere quanto prima un cessate il fuoco e per dare nuovo slancio ai negoziati di pace» ha detto Draghi al G7, confermano la linea di invio di armi.

«Riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato»

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