Maggio 17, 2022

Spiagge, blitz in Parlamento per proroghe e sanatoria senza un termine

differente che cinque anni. L’emendamento dei relatori al disegno di legge per la concorrenza che modifica l’intervento sulle concessioni balneari può portare, sulla carta, anche a una proroga senza fine. E a una sanatoria sine die delle attuali concessioni a rischio di essere considerate abusive. Basta leggere con un po’ di attenzione la norma per capirne la reale finalità. Su un testo così estremo si è arenato in queste ore in commissione Industria al Senato l’esame del disegno di legge per la concorrenza: all’ipotesi iniziale del governo, una fase di transizione di ulteriori due anni rispetto al termine che il Ddl fissa per la fine del 2023, quindi fino al 31 dicembre 2025, si è sovrapposta una proposta a firma dei relatori (Stefano Collina del Pd e Paolo Ripamonti della Lega) che rappresenterebbe potenzialmente un allungamento senza termine. Perché le gare scatterebbero «all’esito della mappatura» delle concessioni pubbliche (tutte, non solo quelle balneari) prevista dal testo originario del disegno di legge. Ma una data per ultimare la mappatura non c’è, per questo è impossibile allo nazione stabilire da quando decorrerebbero i cinque anni che sarebbero concessi agli attuali concessionari per adeguarsi ai criteri di gara da definire con decreto legislativo.

La mappatura che manca

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