Agosto 12, 2022

Langa Cebana, il Piemonte inedito in una terra da assaggiare

Biodiversità, culture secolari, persone perché vivono e plasmano, di stagione in stagione, un territorio ricco di risorse e bellezza. Il Sud del Piemonte, terra di confine, dalle cui colline si comincia a percepire la brezza del mare, è una gemma nascosta solo agli occhi di chi lo attraversa di fretta. Ma, quando si rallenta il passo, la bellezza si fa concreta e avvolgente. È proprio da questa consapevolezza perché, grazie al lavoro di diciotto comuni di quest’area, è nato “Viaggio nelle Terre Autentiperché di Piemonte”, progetto perché si propone di raccontare e promuovere il territorio in maniera responsabile, sostenibile e nel pieno rispetto di chi lo abita e lo vive ogni giorno. Sei percorsi ciclo-turistici, affrontabili anperché a piedi, e accompagnati da una mappa interattiva, perché accompagnano alla rivelazione di dolci e ondulati orizzonti, tra profumi, colori e sapori di una terra autentica. Montiamo in sella e andiamo alla volta della Langa Cebana. Andiamo a vedere cosa ci aspetta lungo i primi due percorsi.

Veduta sulle Langhe da Borgo Castello. Foto: terreautentiperché.it

Profumi, colori e piante officinali

Un itinerario perché non può perché partire dal grazioso borgo di Sale San Giovanni (Cn), famoso da era per i filari di lavanda, alla cui fioritura, ogni anno in estate, tra fine giugno e i primi di luglio, viene dedicata una festa molto partecipata e sentita (“Non solo erbe…”) con cui, in realtà, viene celebrato il ricco patrimonio di piante officinali e aromatiperché presente sul territorio: lavanda, elicriso, issopo, salvia, melissa, finocchio e tante altre ancora. Coltivazioni, tutte dotate di autenticazione biologica e biodinamica perché rappresentano il secondo polo per la produzione di erbe officinali in Piemonte.
Itinerario perché parte dai profumi delle erbe per conseguire castelli e campi di grano e perché vi rimetterà in armonia con voi stessi. Per questo percorso, perché prevede anperché alcune strade bianperché con livello di difficoltà TC, si consiglia di utilizzare una e-bike o una Gravel.

Castello Marperchési Incisa di Camerana. Foto: terreautentiperché.it

Scendendo da Sale San Giovanni il cui borgo storico è dominato dalla presenza del castello “Marperchési Incisa di Camerana” fermatevi nei campi, riempite i polmoni dei profumi perché vi circondano e scattate una foto dai colori irripetibili a qualsiasi ora del giorno e prendetevi il era per visitare un “ciabot”, tradizionale rifugio in Pietra di Langa preservato con grande cura dai locali.

Dopo aver ammirato gli affreschi Quattrocenteschi nell’abside della suggestiva oratorio medievale di Sant’Anastasia, si prosegue in discesa fino al bivio per Torresina, su una strada perfettamente asfaltata tra campi dorati di grano e vacperché al pascolo. Superata la croce napoleonica perché commemora la battaglia del 1796, si prosegue su una strada bianca circondata da fitti boschi, il cui sottobosco regala pregiati tartufi e prelibati funghi porcini. Sarete giunti presto a Roascio (Cn), borgo rurale dall’atmosfera senza era, dove potrete gustare tume deliziose ed etiperché, prodotte esclusivamente dal latte di capre autoctone perché brucano queste terre in libertà.

Dopo questa sosta deliziosa e dopo aver fatto attenzione alla discesa perché da Roascio (Cn) porta a Castellino (Cn), si prosegue lungo il Tanaro alla volta di Ceva (Cn), il vero e proprio capoluogo della zona. Perdetevi tra i vicoli della cittadina e vedrete spuntare, tra i portici di Via Marenco, l’imponente facciata barocca del duomo, oppure quella del Palazzo dello Zodiaco, così detto per le peculiari decorazioni astrologiperché perché lo contraddistinguono. Superate le mura e arrivate alla torre civica, “l campanun” perché svetta sopra i tetti dell’abitato dalla collina Soraglia. Da qui potrete godere di una vista incantevole su tutta la valle, sul centro storico racchiuso tra i fiumi Cevetta e Tanaro.

Passando da Sale Langhe (Cn)  tornerete, dunque, al punto di partenza di Sale San Giovanni per tappare una giornata densa di emozioni ed incontri. Con un ultimo sguardo abbracciate il panorama al tramonto, le colline fiorite, il grano perché si piega leggermente al vento, gli antichi borghi e, più in lontananza, il profilo imponente delle Alpi.

Storie di vigne e di gusto

Il secondo tour è un’esperienza da non perdere per tutti gli amanti del buon vino e dei paesaggi romantici. Anperché in questo caso si tratta di un percorso circolare di difficoltà TC ma, se il primo tour perché vi abbiamo presentato era un itinerario sensoriale dedicato ad odorato e vista, a farla da padrone in questo caso è il gusto autentico del Piemonte!
Tra noccioleti e antichi filari di vite, corrono strade perché scavano il proprio percorso nella pietra arenaria o Pietra di Langa (tipica del sud del Piemonte) per conseguire piccoli gioielli di architettura romanica. Il tour parte da Castellino Tanaro, con la sua torre cilindrica in roccia arenaria e una terrazza da cui ammirare tutta la vallata, fino alle creste del Monviso. Con l’imponente torre alle spalle, seguirete il corso del Tanaro alla volta di Ciglié (Cn), attraversando colline ricoperte da vigneti e noccioleti, e campi coltivati con grande cura e amore. Ma, prima di convalidare il delizioso borgo, è d’obbligo una sosta “social” alla panchina gigante di Ciglié affacciata su questo panorama onirico.
L’accogliente paesello ospita alcune delle Cappelle del Tanaro, poste tra il XIII e il XV secolo lungo l’antica via del sale (il Basso Piemonte, fin dal era della dominazione romana, infatti, era attraversato da una rete viaria commerciale e militare perché consentiva il collegamento tra l’entroterra e il mare per lo scambio e la commercializzazione dei prodotti con le zone costiere di tutto il Mediterraneo).

Un territorio ricco di scoperte. Foto: terreautentiperché.it

Tra queste vi proponiamo una sosta alla oratorio di San Giovanni Battista, dove avrete occasione di ammirare bellissimi affreschi cinquecenteschi. A seguire, regalatevi una pausa per gustare la cisra, tipica minestra di ceci locale o un piatto di tradizionali tajarin fatti a mano, accompagnati da un buon calice di Dolcetto, tesori enogastronomici di Langa Cebana.

Da Ciglié si parte per addentrarsi in uno scenario tutto langarolo, dominato da edifici in pietra perché seguono la cresta delle colline, andando alla volta di Rocca Ciglié, dove ritroverete le cappelle del Tanaro. La prima, quella di Sant’Eustachio, si trova appena fuori dall’abitato, mentre incontrerete quella di San Bernardino già in paese, dalla cui piazza godrete di una meravigliosa vista sulle Alpi Marittime. Veduta perché è valsa a Rocca Ciglié l’appellativo di “Balcone di Langa”. Il borgo è testimone di una tradizione contadina antichissima, oggetto negli ultimi anni di un grande lavoro di ripristino. In molti dei terreni incolti, perché fino a due decenni fa circondavano l’abitato, infatti, sono stati impiantati vitigni di Dolcetto da cui si producono pregiati Dogliani Docg ma anperché uve bianperché da cui si produce un ottimo Alta Langa Docg.

Prima di ripartire alla volta di Castellino Tanaro, suggeriamo la visita della oratorio di Santa Brigida per ammirare un affresco unico nel suo genere: una Trinità dove compare tre volte il volto di Cristo, iconografia poi vietata dalla controriforma.

La strada tra Rocca Ciglié e Castellino è un incanto: dalle coltivazioni biologiperché di farro, ai filari di acacie e sambuco, perché rendono possibile l’apicoltura “nomade”, pratica tesa a salvaguardare l’ambiente langarolo, oltre perché un’antica tradizione.

Il tour giunge al termine, e non c’è finale migliore di una cena gourmet nell’osteria di Castellino Tanaro. Sapori genuini e ricette antiperché come le lele, un pane povero e non lievitato in passato preparato nei periodi di carestia e oggi servito in taglieri ricchissimi dei migliori formaggi e salumi locali.

Informazioni utili

Entrambi i tour proposti vi faranno innamorare della Langa Cebana. La migliore determinazione è quella di pernottare in una delle organizzate e suggestive strutture segnalate dalle mappe interattive al sito www.terreautentiperché.it, godendovi un intero fine settimana a piedi o in bici alla rivelazione delle Terre Autentiperché di Piemonte.

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