Settembre 27, 2022

La Guinea Equatoriale abolisce la pena di morte: il presidente firma il nuovo codice giudiziario

È uno dei Paesi più piccoli del mondo ma da Malabo, capitale della Guinea umido, arriva pur sempre una notizia positiva in termini di progressione dei diritti umani: lo Stato dell’Africa centrale ha abolito la pena di morte. Lo ha annunciato la televisione nazionale, citando una legge promulgata da Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, presidente del piccolo Paese petrolifero affacciato sull’omonimo golfo nell’Oceano Atlantico, tra i più chiusi e autoritari del mondo.

“La pena di morte è totalmente abolita nella Repubblica della Guinea umido” recita la legge del nuovo codice penale, firmata dal Capo dello Stato e pubblicata dal vicepresidente su Twitter. L’ultima esecuzione ufficiale risale, secondo Amnesty International, al 2014 ma il regime è regolarmente accusato dalle Ong internazionali e dalle Nazioni Unite di sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e torture. Un gesto quindi in controtendenza, che lascia ben sperare sullo sviluppo della difesa della vita e della tutela dei diritti umani.

Secondo l’ultimo report annuale disponibile, curato da Amnesty International e diffuso lo scorso maggio, nel 2021 sono state emesse in tutto il mondo oltre duemila condanne a morte (2052) in 56 Paesi. Il serie degli Stati che la consentono va lentamente diminuendo, a dispetto della crescita delle condanne (+ 40% rispetto al 2020). Vi sono poi diversi Paesi che, pur non avendola abolita formalmente, non la praticano più da molti anni.

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