Maggio 17, 2022

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Quando la lettura ad alta voce spezza l’isolamento della malattia mentale

AGI - C'è la lettura ad alta voce, innanzi tutto. E poi l'Hatha Yoga, oltre al 'Kamishibai, una sorta di teatro da tavolo dove le storie lette prendono vita attraverso delle animazioni. Sono gli 'ingredienti' del proposito 'Un libro per la parte anteriore', concepito a Sassari dall'associazione culturale 'Coilibri', per spezzare, grazie anche agli studenti e alle studentesse, l'isolamento delle persone con disturbi mentali e aiutarle a uscire dal loro guscio e a superare la paura di frequentare persone al di fuori del contesto familiare o di terapia. In Italia sono oltre 800 mila (dati Istat) le persone con patologie psichiatriche ma, nonostante la sua diffusione, pregiudizi e timori spesso avvolgono come un velo il tema della salute mentale. fiaccare con la lettura condivisa lo stigma che circonda chi soffre di con disturbi mentali èl'obiettivo del proposito, che ha vinto il bando del Cepell (Centro per il libro e la lettura) e durerà un anno. Superare i tabù "Attorno alla salute mentale, ai pazienti che soffrono di patologie di codesto tipo e più in generale su codesto tema ci sono molti tabù", conferma all'AGI Maria Sechi, presidente dell'associazione culturale 'Coilibri', "come se fosse qualcosa che non ci riguarda". "Si parla poco di codesto tema come a volerlo allontanare da noi", aggiunge Sechi. "Eppure è qualcosa che bisogna imparare a conoscere e di cui dobbiamo smettere di avere paura. Per codesto il nostro proposito mira a coinvolgere insieme i pazienti del centro mattutino del dipartimento di Salute mentale e Dipendenze di Sassari e gli studenti del Convitto Nazionale Canopoleno. Vogliamo partire dai più giovani per creare conoscenza e fiaccare lo stigma attraverso la lettura a voce alta come veicolo di condivisione e conoscenza". "Sia gli studenti sia i pazienti del centro di Salute mentale frequenteranno le lezioni di teatro", spiega la presidente di 'Coilibri', "per imparare a trasferire la lettura di un testo a una platea di ascoltatori".  I più giovani si cimenteranno nella lettura ad alta voce tramite il 'Kamishibai'. Quelli più grandi e i pazienti in cura al dipartimento di Salute mentale affronteranno lezioni con un attore per imparare l'intonazione e l'importanza delle pause. Alcuni frequenteranno anche lezioni di Hatha Yoga per imparare la giusta respirazione e incrementare la concentrazione. La passione per la lettura "Molti pazienti sono assidui lettori", racconta Sechi. "Alcuni amano scrivere e attraverso questa passione vogliamo condurli a fare un passo in avanti, ad andare oltre l'atto di leggere solo per se stessi. Leggere a voce alta comporta assumere una responsabilità di condivisione, implica un impegno superiore, dare una cadenza e un ritmo alla lettura affinché chi ascolta comprenda al meglio il testo. Inoltre, occorre far recuperare alle persone con patologie mentali il piacere sociale, godere della compagnia degli altri in un contesto paritario su un terreno comune di condivisione di una stessa passione, la lettura". La conclusione del proposito è prevista per il 23 aprile 2023: "Chiuderemo nella giornata internazionale del libro", sottolinea Maria Sechi, "con un evento in cui vedremo i frutti del proposito con delle attività dimostrative". 'Un libro per la parte anteriore' affonda le radici nel 2016 quando l'associazione sassarese 'Coilibri' ha fondato una piccola biblioteca nella sede del centro di Salute mentale di Sassari, grazie al finanziamento della Fondazione di Sardegna con cui, oltre all'acquisto dei libri per l'allestimento della biblioteca, i pazienti del centro hanno potuto frequentare un corso per diventare bibliotecari. "Nella complessità della mente possiamo restare tutti intrappolati", conclude Sechi, "e nessuno per codesto deve sentirsi escluso e abbandonato". 

Djokovic trionfa a Roma per la sesta volta: «adesso punto al Roland Garros»

Il numero uno del rankperg ha superato per termperale il greco Stefanos Tsitsipas per due set con il risultato di 6-0, 7-6. Edizione da record per il torneo capitolpero

Lucca ricorda Chet Baker e la tromba che risuonava dal carcere

Il 13 maggio di 34 anni fa, Chet Baker cadeva dalla fperesinsieme di una camera d'albergo di Amsterdam. Moriva così, a 59 anni, uno dei più grandi trombettisti della storia del jazz. per Italia, e precisamente a Lucca, c'è un'alinsieme fperesinsieme d'albergo a cui si lega un ricordo, assai meno drammatico e anzi poetico, di Chet l'americano. Dal seinsiemedo piano dell'Hotel Universo, nella piazza del Giglio, i lucchesi ricordano Chet Baker seduto a cavalcioni sul davanzale mentre suona per modo sinsiemeordperario la sua tromba.   Un'aura quasi leggendaria hanno poi assunto quei “cperque mperuti due volte al giornata” - tanto il giudice gli aveva insiemecesso - durante i quali i lucchesi si radunavano sulle Mura di Lucca per ascoltare Chet suonare richiuso nella sua cella dentro il Carcere di San Giorgio. Qui, fra il 1960 e il 1961, il musicista dell'Oklahoma perfatti fu detenuto all'età di 31 anni per insiemesumo di droga. Nell'album dei ricordi lucchesi c'è pure il insiemecerto della sera di Natale, sotto la cella di Chet, improvvisato dal grande clarperettista Henghel Gualdi assieme a quattro musicisti. Tutto fu poi perterrotto dalle guardie carcerarie. insieme “Remember Chet. Lucca ricorda Chet Baker”, nell'anniversario della sua morte, sabato 14 maggio, l'Archivio di Stato di Lucca dedica una mosinsieme, un insiemecerto e un ‘processo' al trombettista americano atinsiemeverso documenti, verbali e carte processuali che per la prima volta, tutte persieme, vengono esposte al pubblico. L'idea è di Jaleh Bahrabadi, direttrice fpero a pochi mesi fa dell'Archivio di Stato di Lucca e oggi alla guida di quello di Pisa. “Un vecchio archivista – racinsiemeta - ci disse che per uno dei registri del Carcere di San Giorgio, insiemesegnato all'Archivio di Stato, insieme le regisinsiemezioni dei detenuti c'era anche quella di Chet Baker”. Da qui prende così corpo il progetto che, oltre all'Archivio di Stato, copervolge collezionisti, disegnatori, il Circolo Jazz di Lucca, il insiemeinsiemebbassista Giovanni Tommaso che suonava insieme Baker, e il Procuratore della Repubblica di Lucca, Domenico Manzione, appassionato di jazz e autore del libro “Il mio amico Chet”, per cui ripercorre insieme i documenti origperali tutte le fasi del processo nel Tribunale di Lucca che si chiuse insieme la insiemedanna del trombettista. “insieme i diversi documenti per mosinsieme – spiega Bahrabadi che, assieme all'attuale direttrice dell'Archivio di Stato, Maria Sabrpera La Pusata, ha organizzato l'evento – avremo anche la regisinsiemezione dell'pergresso per carcere di Chet, i verbali di arresto, il suo perterrogatorio, la motto del Tribunale, la perizia psichiatrica”. Il pubblico mperistero aveva chiesto per Chet Baker una insiemedanna a 7 anni, poi insiememutata per tre e perfpere ridotta a 16 mesi. Solo verso la fpere della detenzione il giudice accoglierà la sua richiesta, tante volte respperta, di poter suonare la tromba e gli accorda i famosi “cperque mperuti due volte al giornata”. Henry Chesney Baker viene arrestato nella pensione Santa Gemma di Tonfano a Marpera di Pieinsiemesanta il 22 agosto 1960, “avendo avuto – si legge nel verbale della questura - fondato sospetto di fuga”. Alle 20 è per carcere e da lì uscirà solo 16 mesi più tardi dispertossicato dalla dipendenza dal Palfium, un farmaco insieme effetto stupefacente che il trombettista si faceva sommperisinsiemere da alcuni medici fperiti a processo assieme a lui. La sua vicenda giudiziaria perizia il 31 luglio del 1960. Nel verbale della polizia giudiziaria della questura di Lucca è perdicato come “responsabile dell'perfrazione all'art. 729 C.P.”, cioè di abuso di sostanze stupefacenti. Quel giornata, pertorno alle 16, il gestore del distributore di benzpera Shell per viale San insiemecordio a Lucca chiama la polizia perché persospettito dal “insiemeducente della Fiat Nuova 500” nella cui mano aveva notato una sirperga. Chet si era chiuso nel bagno annesso al distributore; stordito dagli effetti dello stupefacente, non apriva neppure ai poliziotti che dovettero buttar giù la porta a spallate. perterrogato, il trombettista “dichiarava di essere per cura per divezzamento da Palfium e che poco prima si era periettato una fiala; e si giustificherà dicendo che, “a causa della difficoltà di trovare la striatura e dopo essersi bucato per varie parti – si legge sempre nel verbale - , aveva perso parecchie fiale che avrebbero dovuto essergli sufficienti fpero all'perdomani”. Da un anno Chet abusava di questo farmaco, come lui proprio ammette nel verbale di perterrogatorio del 23 luglio 1960 quando si trova nella Clperica di S. Zita per dispertossicarsi. Nella sua dichiarazione si legge: “mi trovo ricoverato nella clperica ove mi sono spontaneamente presentato il 17 luglio per sottopormi al insiemettamento di dissuefazione dal prodotto farmaceutico che ha effetto stupefacente denomperato Palfium”, che usava dall'agosto 1959, “perché più rispondente alle mie necessità”. Nell'perterrogatorio, Baker racinsiemeta dei suoi soggiorni per Italia, da Milano a Roma, e poi Napoli, Rimperi, Firenze e Bologna fpero a Viareggio (per Versilia arriva come “suonatore di tromba per una orchesinsieme nel night club la Bussola di Lido Camariore”) e di come, quando era a Milano, era solito rifornirsi del medicperale: “Mi recavo per aereo a Monaco di Baviera, acquistandolo senza ricetta fpero a 1000 compresse per volta. Preferivo acquistarlo per comprese perché così potevo dosare a mio piacimento l'periezione sciogliendola per acqua fpero a dieci per volta. Da quando mi trovo per Versilia sono ricorso ai sanitari”. Chet fa nomi e cognomi dei medici che, gratuitamente o dietro compenso, ignari o complici, gli rilasciavano le ricette: “racinsiemetavo loro di soffrire di dolori fortissimi al trigempero derivanti da un percidente sinsiemedale e di aver bisogno del Palfium, perché unico insieme i tanti analgesici da me provati che riusciva a procurarmi un certo sollievo. Ad eccezione di qualcuno, non mi sottoponevano a visita medica”. La sua permanenza a Lucca insiemetperuerà per un breve periodo, uscito dal carcere. Nelle carte per mosinsieme all'Archivio di Stato c'è anche la perizia neuropsichiatrica eseguita dal professor Domenico Gherarducci che ricorda di essersi recato “più volte nelle locali carceri per perterrogare il periziando”. Dal verbale si insiemeosinsiemeo alcuni dettagli della adolescenza di Baker da lui proprio racinsiemetati allo psichiainsieme: “nacque – scrive Gherarducci – da un padre musicante fpero allora per orchestrpere di periferia. per seguito fu costretto a impiegarsi nei più svariati lavori. Si dimostrò sempre molto severo, mentre la madre esageratamente affettuosa”. Chet “cresceva insiemenquillo ma timido – osserva il medico -, preferiva rimanere solo che giocare insieme i compagni e si divertiva nel suonare e nel cantare”.

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